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martedì 22 novembre 2016

CINELLI TIPO PISTA

Questa domenica è stata un po' diversa dalle solite domeniche passate tra gare o allenamenti, grazie agli amici di CINELLI ho avuto la possibilità di testare per un pomeriggio intero la neonata CINELLI TIPO PISTA.

Pic by Silvia Galliani

Questa bici a scatto fisso è stata pensata per chi vuole sia divertirsi in città nel traffico che fare qualche capatina sul veloce legno di qualche velodromo ed è altrettanto indicata anche per chi vuole affrontare la preparazione invernale su strada arrotondando la pedalata con la trasmissione a scatto fisso utilizzandola per uscite fuori porta su strada. Infatti, presenta i fori per i freni sia sulla forcella che sul ponticello posteriore di modo che possono essere alloggiati entrambi i freni senza dover ricorrere a particolari accorgimenti per rientrare nelle norme del codice della strada.

I tubi del telaio sono ovviamente COLUMBUS in alluminio ed a differenza del conosciutissimo Vigorelli in alluminio sono di forma tonda ed a parer mio donano una spiccata eleganza al telaio mantenendone un'anima sportiva.

Come dicevo ho avuto la possibilità di pedalare un intero pomeriggio su questa bicicletta in versione standard esattamente come verrà venduta al pubblico portandola sia sui listelli del magnifico velodromo Vigorelli che in giro tra le rotaie dei tram ed i ciottoli del centro di Milano.

Pic By Antonio Colombo

Sulle paraboliche del velodromo si è rivelata una bicicletta reattiva ai cambi di direzione ed abbastanza rigida da rispondere efficacemente ad ogni accelerazione, anche con le gomme stradali di serie sono potuto salire alla balaustra e lanciarmi senza alcun problema per un giro veloce, questo è sintomo di una bici ben bilanciata, sicura e con le dovute gambe anche molto rapida.

In contesto urbano si è comportata ancor meglio, gli angoli verticali del telaio ed il rake da 35 mm della forcella la rendono agile nel traffico ma nonostante questo la geometria studiata mi ha fatto sempre pedalare in sicurezza senza mai overlappare (toccare la ruota con la scarpa) anche nelle svolte più strette o nelle inversioni (il telaio provato era una taglia M). Il telaio è rigido ma con le coperture da 25 mm le sconnessioni dell'asfalto, le rotaie dei tram ed il pavé possono essere tranquillamente affrontati senza subire fastidiose vibrazioni.

Un altro particolare che ho davvero molto apprezzato in questa bicicletta è il forcellino del carro posteriore estremamente lungo che permette di alloggiare un'infinità di rapporti senza dover smagliare e rimagliare la catena in base alle differenti esigenze. Ad esempio si può tranquillamente utilizzare un 48/18 in città per raggiungere la pista e poi girare la ruota sul pignone da 14 denti e sfogare tutti i watt disponibili senza perdite di tempo ed essendo sicuri che la nostra catena lavorerà sempre in sicurezza.

pic by Silvia Galliani

Purtroppo non ho avuto la possibilità di affrontare un percorso da criterium ma guardando le geometrie ed ascoltando le sensazioni che mi ha dato il mezzo sono sicuro che anche in una delle nostre amate gare a circuito senza freni può dare delle enormi soddisfazioni.
Anche in questo contesto il forcellino extra lungo ci viene in aiuto, spesso mi capita di raggiungere il percorso di gara in bicicletta ed affrontare il traffico con un 48-49/14 non è esattamente comodo, con la tipo pista invece come descritto sopra basta avere una ruota flip flop oppure una semplice chiave a frusta per essere pronti ad ogni situazione senza dover accorciare o allungare la catena.

Tirando le somme mi è sembrata un'ottima bicicletta polivalente adatta a chi non vuole una bici estremamente specifica ma che si diverte a pedalare in ogni situazione, personalmente trovo che la livrea e la forma dei tubi le donino stile e raffinatezza dandole quel giusto appeal anche per quegli utenti che non pensano solo alla prestazione sportiva.

Pic by Silvia Galliani

La bici completa verrà venduta al pubblico ad un prezzo davvero super competitivo (basta fare un giro su google per conoscerlo) e questo fa passare sopra all'unico difetto che ho potuto vedere, le saldature ben fatte ma non limate, ad alcuni come me non importa nulla di questo particolare (se devo essere sincero a me vedere quelle ondine di metallo piace) ad altri può non piacere ma credo che per un neofita ma anche un ciclista amatore che vuole avvicinarsi al velodromo, alle gare in pista, alle crit o semplicemente all'utilizzo urbano di una bicicletta a scatto fisso questa è la bici perfetta.

Grazie ancora ai ragazzi di CINELLI che sono stati gentilissimi e mi hanno dato la possibilità di provare la loro nuovissima TIPO PISTA.

Alla prossima

Paolo

lunedì 14 novembre 2016

RADCROSS VIENNA

Ci sono avventure che sono più avventurose di altre. Questa è stata una di quelle...

Per risparmiare qualche euro decido di raggiungere Vienna con il treno notturno che parte da Milano, alle ore 21:10. In perfetto orario si chiudono le porte, il capotreno fischia e si parte, ma l'illusione di un viaggio facile svanisce nel giro di poco quando arriviamo a Brescia e il treno si ferma senza motivo.

Dopo circa un'ora di attesa cerco il capostazione per avere dei chiarimenti, mi dice che il locomotore è guasto e stanno attendendo l'arrivo di uno nuovo che ci porterà fino a destinazione. Mi metto l'anima in pace e finalmente dopo quasi tre ore ripartiamo.
Il viaggio in treno ha quel fascino antico che ti fa pesare un po' meno lo stare seduto per tante ore. Nel mio scompartimento c'è una famiglia iraniana che si trova in Europa per un paio di mesi per ferie miste a lavoro universitario; passiamo delle piacevoli ore insieme chiacchierando e confrontandoci sulle diverse culture.
Dopo circa 16H dalla partenza finalmente si entra in Vienna. Qui noto immediatamente l'altro punto di forza del viaggio in treno, la stazione è in pieno centro, quindi, per chi non vuole spendere troppo tra volo aereo e mezzi per raggiungere la città, questo tipo di viaggio è un'ottima alternativa.
Ad aspettarmi fuori c'è il mio caro amico Nick, da qualche tempo abita a Vienna e mi ospiterà nei prossimi giorni. Montiamo al volo la mia bicicletta, foto di rito, zaino in spalla e via verso casa sua. Giusto il tempo di una doccia, di un delizioso piatto di pasta e abbiamo già su le divise, pronti a fare un bell'allenamento sulle sponde del Danubio.

QUI TROVATE LA TRACCIA STRAVAdell'allenamento. In mezzo al Danubio c'è un parco stupendo che si estende per diversi chilometri, dove runners e ciclisti possono allenarsi in totale sicurezza. Se doveste capitare in zona con la vostra bicicletta vi consiglio davvero di fare un salto.


Finalmente è il giorno di gara, dopo un bel giro turistico per la città ci presentiamo, presto, alla fiera (wiener fahrradschau) per completare la registrazione e provare il percorso. Non è un classico ciclocross ma quello che io definirei un urban cross: curve paraboliche, rampe, ostacoli artificiali e sabbia riportata condiscono questo tracciato. Tecnicissimo.
Anche la tipologia di gara è differente dalle solite, si tratta di una competizione a staffetta e io correrò con il mio caro amico Eike, un ragazzone berlinese che definirlo un boss del ciclocross è dire poco. Siccome siamo entrambi baffuti il nostro team si chiamerà Team MOUSTACHE.

Alle 19:00 partono le qualifiche per decidere il posizionamento di partenza della finale. Siamo una trentina di coppie e tra derapate, bunnyhop e sgomitate riusciamo a qualificarci in seconda posizione. Io purtroppo foro il tubolare posteriore durante l'ultimo giro. Un po' in panico per la gara cerco di ripararlo con il liquido sigillante, purtroppo ogni tentativo è vano, ma per fortuna la gentilissima Marion Dziwnik mi dice che dopo la gara femminile potrò prendere in prestito la sua ruota. Davvero grazie mille!

 Picture Beng Stiller Photography
Picture Beng Stiller Photography

Tra la qualifica e la finale non c'è molto tempo da perdere, giusto quello per un panino e una birretta. In men che non si dica ci chiamano per allinearci, decidiamo che il primo a partire sarà Eike, pronto al fischio scatta come un proiettile, lo vedo passare e sparire nel buio. Dopo 3 minuti e mezzo lo intravedo sull'ultimo ostacolo, salgo in sella aggancio il pedale e appena mi dà il cinque parto a tutta. Mentre affronto la seconda parabolica sento lo speaker dire che abbiamo solo 5 secondi di vantaggio sugli inseguitori, cerco di forzare ma le gambe non rispondono alla perfezione, per fortuna arrivo al cambio mantenendo lo stesso vantaggio.
Inanelliamo una serie di giri perfetti fino a quando a metà gara io scivolo in una curva e cado, perdo poco ma da dietro ormai mi vedono, un po' arrabbiato per la leggerezza commessa mi metto a testa bassa e cerco di dare tutto fino al cambio, dove scopro che il nostro vantaggio si è ridotto a meno di 10 secondi.
Da questo momento sarà una battaglia serrata. Quando parto per l'ultimo giro ancora in testa capisco che ce la possiamo fare, mi giro dopo l'ultima serie di ostacoli e vedo che abbiamo ancora una manciata di metri di vantaggio, entro nel ghiaione ed Eike già mi aspetta per attraversare insieme il traguardo. Ce la facciamo. L'abbraccio sincero dopo l'arrivo è stupendo, mi sono emozionato moltissimo. Appena 5 secondi dopo i ragazzi di CANYON RAD PACK Max Höflich & Simon Herr attraversano in seconda posizione e anche con loro subito scatta un bellissimo abbraccio. La battaglia è stata epica ma il rispetto e l'amicizia che ci uniscono la fanno da padroni. Anche questo è lo spirito del ciclocross.

 Picture by Carlos Fernandez
 Picture by Carlos Fernandez
Picture by Carlos Fernandez
 Picture by Carlos Fernandez

Con il tubolare a terra ma il morale alle stelle mi dirigo all'after party dove tra una birra e un po' di buona musica anni 80 tiriamo fino a mattino pronti per pedalare con gli amici di Rapha nella loro group ride.
Io ho solo un problema, la mia ruota non è riparabile. Per fortuna al mondo ci sono delle persone fantastiche come i ragazzi di UNITED IN CYCLING che aprono il negozio la domenica mattina solo per cercare una ruota adatta alla mia bicicletta. Se doveste capitare in zona fategli visita perché l'officina e la caffetteria annessa meritano davvero.
Troviamo una vecchia ruota da city bike a 7 velocità (io monto un gruppo a 10V), la buttiamo sotto, facciamo due cambiate e sembra che tutto funzioni a dovere nonostante la disparità tra catena, shifter e numero di rapporti. In fondo chissenefrega, mi definisco un gypsy rider e queste sono le cose che mi piacciono, non bisogna abbattersi alla prima difficoltà, lo spirito d'adattamento farà il resto.



Così all'alba delle 11:30 io e il mitico Nick inforchiamo le bici, ci infiliamo una brioches in bocca e siamo pronti ad affrontare una settantina di chilometri tra strade secondarie, boschi e periferia della capitale Austriaca. Un'esperienza divertentissima, ho apprezzato paesaggi e persone che altrimenti non avrei potuto conoscere.




 picture by Andrea Schilirò

  picture by Andrea Schilirò

 picture by Andrea Schilirò

Rientrati alla base ci sfondiamo di panini e birrette, gentilmente offerti dal marchio inglese. Salutiamo tutti e voliamo a casa.
Purtroppo l'avventura finisce qui, un ultimo saluto al mio grande amico Nick sul binario 8A e sono pronto a tornare alla vita reale dopo altre 15 ore di treno.

Alla prossima

Paolo

martedì 30 agosto 2016

Red Hook Crit Barcelona n°4

Eccomi qui rientrato da Barcellona da un paio di giorni ora sono pronto per provare a trasmettervi le mie sensazioni dopo l'ennesima RHC, la mia quattordicesima per la precisione.

Per la prima volta in tre anni sono riuscito a prendermi un paio di giorni in più per potermi godere un po' di sole e di mare con tutta la crit community, due giorni di relax prima di concentrarsi tutti assieme sul grande evento.

Arrivo assieme ad Enrico, Roberto, Mandreiks e Defe mercoledi 24, alloggiamo al Travelodge Hotel, bello pulito ma totalmente bike unfriendly, siamo costretti a lasciare le bici in una stanza chiusa vicino alla reception e non in camera e la cosa mi ha lasciato abbastanza in tensione dopo il furto della bicicletta che avevo subito due anni prima a Londra ma per fortuna in tutta la settimana è andata bene.

Il primo giorno lo passo in spiaggia a fare un po' di bisboccia con i ragazzi e alla sera mi unisco alla group ride di Barceloneta Bikes, una trentina di Km sul lungomare mare e un paio di birrette all'arrivo assieme ad una settantina di riders, piacevole e rilassante.

Come ormai di consueto il giovedì mattina l'organizzazione prevede la possibilità di girare in pista presso il velodromo olimpico "Velodrom d'Horta", ovviamente non ci lasciamo sfuggire l'occasione anche perchè questo per me sarà un ulteriore test per il nuovo prototipo di telaio Cinelli che porterò in gara sabato.

Tra qualche chiacchiera e una quarantina di chilometri sul legno la mattinata scivola via veloce, è tempo di mangiare un boccone e ritornare in spiaggia a rosolarsi al sole. 

pic by Silvia Galliani

Il venerdì me la prendo con calma, dormo fino a tardi e poi con Enrico, Ale e Roby andiamo a farci una pedalata di un'oretta e mezza lungo la costa, troviamo tanti amici lungo la strada e ci fermiamo per un caffè con i ragazzi olandesi che condividono da anni le gioie e le fatiche della Red Hook, qualche foto di rito e via verso l'Hotel dove finalmente è arrivato tutto il team e lo staff di Cinelli il quale sarà fondamentale nell'aiutarci in qualsiasi cosa durante la giornata di gara.

Come ogni anno la sera si passa al pre-party nell'headquarters di Dosnoventa, quest'anno però la festa viene bruscamente interrotta dall'arrivo della polizia che disperde tutti in maniera piuttosto violenta perchè a detta loro si bloccava in maniera esagerata il traffico della via, purtroppo non c'è stata maniera di discutere e tutti sono spariti per andare a cena e concentrarsi per la gara.

Eccoci, finalmente ci siamo il grande giorno è arrivato, al mattino proviamo il percorso e decido di affrontare le qualifiche con il 49x14 perchè il percorso è molto molto veloce. 
Io a causa della nuova regola del massimo due corridori per team in ogni gruppo di qualifica partirò con il gruppo 2 assieme ad <enrico. Trovo questa regola estremamente non meritocratica in quanto sia io che Biga siamo nei primi 25 della classifica generale e vedere persone che nelle gare precedenti non hanno fatto un punto o addirittura non hanno partecipato lo trovo assurdo, ma mai mollare bisogna crederci comunque.

Come di consueto ci riscaldiamo sui rulli e appena ci chiamano ci precipitiamo sulla linea, i primi dieci minuti li passo a schivare spallate e ingressi assassini per garantirsi la posizione migliore (ragazzi state calmi). Finalmente sventola la bandiera verde e ci lanciamo immediatamente per il giro veloce, purtroppo non so perchè i primi rallentano bruscamente per poi ripartire e perdiamo qualche decimo, giù al massimo in discesa curvone a sx con l'anteriore che traballa e su in salita, sono a tutta ma manca solo l'hairpin, mi concentro e sprinto per la volata finale. 
Mi giro e vedo che Enrico non è con me, rallento e lui mi dice che è stato ostacolato e non è riuscito a fare il suo giro al massimo, ci riposiamo un paio di giri e poi ci lanciamo ancora, ora il mio compito è di tirare al massimo fino all'imbocco della salita per lanciare Enry, così faccio e appena mi sposto lo incito a dare tutto.

Finito il tempo a nostra disposizione scarichiamo un po' sui rulli ed aspettiamo i risultati del gruppo 1, come previsto quasi tutti ci finiscono davanti, io partirò 65° ed Enry dovrà farsi anche la "last chance race" (la terminerà settimo garantendosi l'accesso alla finale), un po' abbacchiato torno in albergo per farmi una doccia riposare e cambiare il rapporto per la finale (userò un 48x14).

  Pic by Silvia Galliani

Sono le 21:30, davanti a me c'è la mia casella con scritto 65 e le persone attorno a noi urlano, comincia il countdown e tutto diventa ovattato, guardo dritto avanti a me e appena David dice GOOO aggancio e mi lancio sulla destra e fortunatamente trovo un corridoio libero, in un attimo finisce il primo giro e mi rendo conto che ho un ottimo feeling con la bici nuova e prendo coraggio.
Piano piano continuo a rimontare, nella chicane godo per come guido e in salita riesco a guadagnare posizioni, l'hairpin invece è un terno al lotto, ad ogni giro tutti skiddano come i matti e bisogna avere le palle per infilarsi in ogni buco possibile. Passo Ivan dopo una decina di giri e lo incito a seguirmi, sono esaltato ma questo non basta a farmi avere un paio di giri di crisi però dentro la mia testa mi dico "Paolo resisti non fare come a Londra, appena passa vai il doppio". Così è, mi sblocco e riprendo a rimontare, evito un paio di cadute (spero tutto ok per gli amici finiti a terra) e quando butto un occhio al contagiri segna 3, sono a tutta ma stringo i denti, al penultimo hairpin salto ancora qualche corridore e mi lancio in discesa con la campana che suona nelle orecchie, in salita cedo un attimo ma nessuno rimonta, all'approccio dell'ultimo hairpin davanti a me Luis Junquera purtroppo salta improvvisamente e per evitarlo devo frenare e scartare a sx perdendo cinque posizioni, giù in piega per l'ultima curva e sprint, non passo nessuno ma nessuno mi passa.

 
 Pic by Silvia Galliani

E' il momento di godersi tutte quelle mani tese per dare il 5, sensazione fantastica mi sento libero felice e soddisfatto, il prototipo portato in corsa si è comportato egregiamente e la cosa più importante è che mi sono divertito un sacco. Solo più tardi saprò che ho fatto 21°, mi rimane un po' di rammarico per le ultime posizioni perse ma sono davvero soddisfatto.
Tanti complimenti a Ivan che con la sua forza e determinazione riesce sempre a salire sul podio (5°) a Marius attaccante nato (8°) ad Ale che non molla mai (45°) ad Enrico che oltre a menare come un fabbro mi insegna un sacco di cose (65°) e ad Alfred che è sangue e cuore di questa comunità.

CLICCANDO QUI potete trovare la traccia STRAVA della mia gara

Ora after party per tutta la notte e poi rientro in patria.

Ci tengo molto a ringraziare tutti gli amici che mi hanno fatto passare dei giorni davvero piacevoli, lo staff di Cinelli che ci ha supportati in ogni istante e le tante persone che ci hanno tifato e fatto i complimenti.


Alla prossima

Pic by Carlo Zumerle

giovedì 26 maggio 2016

Ronde Van Katendrecht

Ogni anno arriva quel momento in cui si impacchetta la bici e si parte per gareggiare in Olanda, precisamente a Rotterdam per la Ronde Van Katendrecht, gara storica del circuito criterium internazionale, e vuoi un po' per l'ambiente e un po' per gli amici conosciuti qui è la mia gara favorita in tutto il panorama crit mondiale.

Da due anni questa corsa fa parte del VAST VERZET BOKAAL (il campionato olandese) e per il terzo anno consecutivo mi vedrà sulla linea di partenza.

Un po' trafelato esco da lavoro e parto per l'aeroporto, arrivo a Malpensa pronto a prendere l'ultimo volo per Amsterdam. Alle 22.30 l'aeromobile tocca terra e alle 22:50 sto già ritirando la mia SCICON BAGS (borsa portabici fantastica, mi accompagna ormai da molti viaggi) con all'interno il prezioso carico a pedali.



L'aeroporto di Amsterdam Schiphol è collegato alla perfezione con Rotterdam tramite treno, sono fortunato e riesco a prendere l'intercity veloce che mi porterà a destinazione in 40 minuti.
Mentre viaggiamo mi monto la bicicletta ed in men che non si dica mi ritrovo di fronte alla Centraal station dove i ragazzi di FIXED BEER ROTTERDAM mi aspettano per bere qualche birra assieme all'ormai celeberrimo TIKI BAR.

L'ambiente dello scatto fisso olandese è davvero rilassato ed amichevole, io sarò ospitato da Lars Klomp che gentilmente mi ha offerto il suo divano e la sua casa per riposarmi al meglio in vista della gara. Lars è uno dei ragazzi di FIXED BEER ROTTERDAM, un nuovo team che non si prende esageratamente sul serio e come tanti è un insieme di amici a cui piace gareggiare e divertirsi assieme, hanno proprio in casa di Lars la loro sede/officina aperta a tutti gli amici per potersi riparare la bici restando in compagnia.

Il mattino seguente pedaliamo in direzione del bellissimo COPPI KOFFIE, un misto tra ciclofficina e bar dove facciamo una super colazione con la VVB crew.
Questo è un posto da tenere a mente, fanno torte e caffè spettacolari e nel frattempo ci si può pure sistemare la bicicletta nella loro officina, hanno anche un piccolo corner dove vendono merchandise Cinelli, meglio di così non si può.





Ormai è arrivato il momento di muoversi verso la gara, attraversiamo il bellissimo ponte Erasmusbrug e ci troviamo direttamente dentro al circuito. Giusto il tempo di iscrivermi e salutare i tanti amici che ogni anno incontro qui che l'ansia per la gara comincia a farsi sentire.

I riders presenti sono volti ben noti del panorama internazionale, provengono da Olanda, Francia, Romania, Germania, Belgio, Italia e Thailandia, si capisce già che sarà una gara durissima.
Pronti via e come sempre siamo già a gas completamente aperto dopo 150 metri, il primo giro passa veloce e durante la seconda tornata la velocità si alza ancora a causa del traguardo volante con premio in denaro offerto da RED HOOK CRITERIUM. 
Sul rettilineo opposto all'arrivo aumento il passo portandomi a ruota il mio compagno di squadra Marius Petrache, gli lancio la volata e lui non delude portandosi a casa il traguardo del secondo giro.



picstures by Ivan Mudingo (disorderly habits)


Da questo momento comincia una lunga serie di scatti e controscatti, nessuno però si lascia sorprendere e il gruppo rimane compatto. Circa a metà gara io e Marius ci guardiamo in faccia e senza dire una parola attacchiamo in coppia, 55...56...57 Km/h ci guardiamo dietro e siamo rimasti noi due e Bram Linnartz, troviamo subito l'accordo e dandoci cambi proseguiamo per un paio di giri ma ancora nulla da fare, Stefan Vis ci viene a riprendere e ci sprinta sui denti per conquistare il secondo traguardo volante.

Picture by Nils Laengner

Io ora sono a tutta e fatico a recuperare, mi guardo dietro e noto che siamo rimasti solo una quindicina nel gruppo di testa. Mi posiziono in settima posizione e cerco di tenere da parte un po' di energie per il finale.
Ed eccolo l'ultimo giro, tutti vogliono stare davanti e qualche innocua spallatina ce la scambiamo, sul penultimo rettilineo (piuttosto stretto) ci troviamo affiancati in cinque. Dalle nostre spalle sbuca Stefan Vis che allunga con a ruota David Van Eerd, mi lancio su questo treno, manca solo una curva ed il rettilineo d'arrivo in controvento, testa bassa fino ai meno 150 metri dove passo Fish che si è un po' piantato, mi siedo sulla sella per un secondo e riprendo lo sprint,siamo ai 50 metri dall'arrivo ed io e David Van Eerd siamo affiancati, non mollo e in quel brevissimo momento mi passano per la testa le parole di mio papà che mi ha sempre detto di spingere fino a un metro dopo la linea del traguardo... Faccio esattamente così e con un bel colpo di reni mi aggiudico questa stupenda gara che per tre anni consecutivi mi ha visto sul podio in posizioni diverse.



Pictures by Nils Laengner

Picture by Tom  Bergman

Lo sforzo è stato talmente grande che dopo qualche metro devo fermarmi con lo stomaco in gola ed il cuore ancora a 1000, per fortuna i ragazzi olandesi mi soccorrono immediatamente con una birra fresca (LOL).

Per dovere di cronaca devo dire che i primi quattro classificati sono arrivati tutti in 1,5 decimi di secondo, incredibile


Pictures by Lian van Leeuwen

Dal fotofinish si capisce anche del bel terzo posto di Marius, ora possiamo festeggiare tutti assieme sul podio.
Per il team Cinelli Chrome è stata una grandissima giornata con anche la vittoria di Ashley Faye nella gara femminile, grandi ragazzi.


Concludo la trasferta in terra Olandese con una bella serata al Tiki bar a bere "qualche" birretta con tutti i corridori presenti alla gara, tutti assieme perchè è questo che conta, agonismo dal via all'arrivo ma poi tutti assieme con rispetto l'uno per l'altro.


Grazie a tutti

Alla prossima


Pictures by Tom  Bergman

martedì 17 maggio 2016

DEUS & CINELLI ride

Domenica DEUS CYCLEWORKS & CINELLI hanno organizzato una pedalata di gruppo con annesso test delle nuove CINELLI STRATOFASTER 2017.

Ovviamente ero presente sia per condividere qualche ora di bici con tanti amici sia perchè ero molto curioso di provare la nuova stratofaster in comparazione con la mia che attualmente possiedo.






Ci siamo ritrovati alla stazione ferroviaria di Como in una cinquantina di persone pronti ad affrontare circa 90 km suddivisi tra il lago di Come e quello di Lugano.
Andatura allegra ma affrontabile da tutti fino alla prima salita, San Fedele d'Intelvi, bella salita di 7 km molto regolare dove chi ha gamba si può divertire molto.
Caffè in vetta e poi giù in picchiata verso il lago di Lugano, queste zone a me nuove mi sono piaciute moltissimo, bellissime viste panoramiche e scorci particolari ci hanno accompagnato per tutta la pedalata.
L'ultima asperità di giornata è via Bellinzona nella frazione di Monte Olimpino (CO), un Km secco che punta verso l'alto e ti riempi le gambe di acido lattico. Picchiata veloce verso Come ed alla stazione troviamo un super banchetto con focaccia e birrette fresche, davvero una bella sorpresa.

QUI LA TRACCIA STRAVA DELLA MIA PEDALATA

 Il Daddy e la sua Cinelli Experience a Lugano



Una giornata davvero stupenda, spero di poter partecipare ai tre eventi futuri che saranno organizzati sempre in collaborazione tra DEUS e Cinelli. CLICCANDO QUI potete trovare tutte le informazioni necessarie.

Ma veniamo al dunque, la nuova STRATOFASTER: come sempre le grafiche e le verniciature CINELLI sono superlative, semplici ma accattivanti e con una vernice che già ad occhio da un bel senso di resistenza all'uso.

In salita mi è sembrata una bici davvero reattiva, a me piace pedalare sempre in piedi ed ad ogni colpo di pedale si sente il telaio reagire e seguire la pedalata, ma questa era già una bella caratteristica anche del modello precedente.

La vera sorpresa però l'ho avuta in discesa, nonostante abbia cercato di metterla in crisi sia con frenate potenti che con ingressi in curva un po' al limite non mi ha mai dato nessun segno di cedimento sempre assecondandomi e mantenendo una linea pulita senza tendere a cambiare traiettoria.
Alle alte velocità > 55-60 km/h è rimasta stabile a differenza del modello precedente che tendeva a sbacchettare leggermente sullo sterzo.

Per quanto riguarda il comportamento in pianura e sugli scatti non ho avuto modo di metterla alla frusta ma se ne avrò occasione approfondirò l'argomento.

Menzione d'onore anche per il nuovo gruppo CAMPAGNOLO POTENZA bello da vedere, molto fluido nelle cambiate e durante tutta la pedalata non ha perso un colpo, devo dire che non mi ha fatto rimpiangere per niente il mio campagnolo record 11V

Alla prossima
Paolo