Visualizzazione post con etichetta tecnica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tecnica. Mostra tutti i post

mercoledì 30 gennaio 2013

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°8 - Come si vince

Purtroppo siamo arrivati all'ultima puntata sul manuale di tecnica nel ciclocross, ormai con tutto l'allenamento che avete fatto sicuramente siete pronti per vincere e nulla vi separa da questo a parte il fatto di sapere come alzare le mani sotto l'arrivo, sembra una cosa semplice ma non lo è... Andiamo ora ad analizzare le varie tecniche:

- In un arrivo in volata dove non è possibile alzare le mani completamente indicarsi per far capire chi è il vincitore


- In caso di vittoria schiacciante alzare entrambe le braccia a circa 45° come per battere il cinque a tutto il pubblico, è consigliato essere coperti di fango dalla testa ai piedi


- Se si è particolarmente estrosi si può festeggiare impennando


- Se oltre ad essere estrosi bisogna far notare lo sguardo lucido si possono anche togliere gli occhiali durante l'impennata


- Se siete nella vostra giornata di grazia e vi sentite forti come non mai potete festeggiare sentendovi MAZINGA 


- Se oltre al ciclocross amate anche l'atletica leggera potete far finta di lanciare un giavellotto


- Invece se amate la musica potete far finta di suonare la batteria 


- Se il freddo vi ha fatto gelare le mani potete anche solo alzare gli indici al cielo


- Oppure se vi sentite spessi come un body builder potete alzare un bilanciere immaginario


- Se non vi aspettavate di vincere invece potete farlo capire a tutti tenendovi il capo e facendo una faccia stupita


- Se avete un'anima teatrale invece potete fare la faccia stravolta senza neanche riuscire ad alzare le braccia


- Se il vostro avversario vi sta particolarmente antipatico potete vincere battendolo di un cm e festeggiare senza scomporvi troppo giusto per fargli capire che vincere contro di lui è come rubare le caramelle ad un bambino


- L'ultima tecnica è quella dell'arrivo alla belga che consiste nell'alzare la bicicletta sopra la vostra testa correndo a piedi per attraversare la linea del traguardo (non so perchè si dice alla belga, l'unico big a cui ho visto farlo è stato Zdenek Stybar che è Ceco)

ovviamente questo qui sotto sono io che cerco di sentirmi un BIG


Come avrete ben capito questo post è puramente ironico, di certo non devo insegnarvi io come esultare ma volevo solamente cogliere l'occasione per ringraziarvi di avermi seguito durante l'inverno e spero che continuiate a leggere il mio blog per il resto dell'anno.

A presto

JU

mercoledì 23 gennaio 2013

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°7 - Il bunny hop

Dato che ormai siete tutti esperti e belli presi per il ciclocross si può parlare anche dell'ultima tecnica per oltrepassare gli ostacoli: Il BUNNY HOP letteralmente il salto del coniglio...

Questa tecnica vi permetterà di saltare gli ostacoli senza dover scendere dalla vostra bicicletta.

Questa tecnica richiede un'elevata attenzione in quanto può essere pericolosa se non viene eseguita correttamente, io stesso la sto ancora sperimentando ed affinando in allenamento, in gara ancora non mi fido.

Ora c'è da fare una piccola distinzione, c'è chi salta gli ostacoli a ruote pari semplicemente eseguendo un salto con i pedali agganciati e tirando con braccia e gambe, questo non è il bunny hop che al contrario è una tecnica di quasi solo movimento di braccia. A mio modo di vedere saltare a ruote pari è molto più pericoloso in quanto un pedale che si sgancia o una valutazione errata della misura dell'asse possono provocare n bel capitombolo.

Ma passiamo alla pratica, innanzitutto cominciate con ostacoli bassi e possibilmente non fissi così anche in caso di errore non andrete a sbattere il muso per terra.

1- Arrivate con una buona velocità vicino agli ostacoli tenendo il manubrio o sulle leve dei freni o sulla parte orizzontale

2- Portate il peso indietro e tirate il manubrio verso l'alto (alzate il sedere dalla sella)

3-  Se non riuscite ad alzare abbastanza la ruota imprimete una piccola pressione sul pedale come per impennare

4- Quando state scavalcando l'ostacolo con la ruota posteriore girate i polsi verso il basso e spingete in giù il manubrio, questo farà alzare la ruota posteriore

5- Se non riuscite ad alzare bene la ruota posteriore potete tirare leggermente con le gambe per accentuare la parabola scritta dalla vostra bicicletta durante il salto

6- Durante l'atterraggio mantenete il peso indietro in quanto toccherà per prima la ruota anteriore e se il vostro peso sarà troppo in avanti rischierete di ribaltarvi in quella direzione.

Ora potete rilanciare con tutta la vostra forza :-D

Ovviamente così è come faccio io e sicuramente commetto ancora qualche errore,  quindi se volete provare siate consapevoli che qualche caduta succederà sicuramente e non ritenetemi responsabile di questo :-P





Qui sotto trovate anche un bel video (in inglese) su come eseguire alla perfezione questa tecnica


Buoni allenamenti

JU


giovedì 17 gennaio 2013

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°6 - I TERRENI INSIDIOSI

Nel ciclocross si incontrano tanti tipi di terreni su cui correre, alcuni più di altri sono particolarmente insidiosi e necessitano di una guida diversa rispetto a quella a cui siamo abituati e che abbiamo imparato nelle lezioni precedenti

Andiamo ora ad analizzarli:

ASFALTO: Non sto scherzando, l'asfalto nel cross è molto pericoloso, pensate alle vostre belle gomme tassellate sporche di fango, sicuramente non offrono un'aderenza notevole. Per evitare spiacevoli inconvenienti bisogna cercare di effettuare delle traiettorie il più rotonde possibili per non avere mai un angolo di piega particolarmente elevato impedendo così alle nostre gomme di scivolare.


SABBIA: In alcuni cross è previsto un tratto di sabbia, nella maggior parte dei casi è rettilineo ma non illudetevi è davvero difficile guidare qui sopra. Quello che conta è la decisione, non fatevi assolutamente intimorire ed entrateci a spron battuto, il sedere non dovrà mai appoggiare sulla sella ma dovrà stare distanziato di 3-4 cm da essa, questo per caricare l'anteriore in modo da "tagliare la sabbia" ed evitare impuntamenti che vi faranno trovare a terra e per lasciare libero il posteriore di adattarsi al terreno. Altrettanto importante è il NON volere dominare la bicicletta ma assecondarla, se lei entra in un solco non forzatela ad uscirne ma seguitene i movimenti controbilanciando con il vostro corpo. Rispettate le sue decisioni e non vi disarcionerà.

Integro copiando e incollando quanto scrittomi da un esperto amatore che ha corso anche molte gare in Belgio, leggete bene che lui si che ha esperienza da vendere:

UMMMM!!!!!...sulla sabbia non sono d'accordo,ho un po' di esperienza direttamente nella "tana del lupo" e secondo me bisogna entrare decisi con rapporti non troppo agili,il sedere occuperà la parte estremamente posteriore della sella e il manubrio non va assolutamente caricato,anzi meglio alleggerire il peso e non stringere troppo la presa,il rapporto duro ci consentirà una pedalata quasi tipo SFR,cioè un piede tire e l'altro spinge e se non si riesce a tertminare il tratto in sella isogna essere pronti a scendere al volo prima di impuntarsi e cadere....


FANGO SEGNATO: Quando il fango è molto molle e si sprofonda nel terreno spesso si creano dei solchi soprattutto nelle discese e nelle curve più impegnative. Anche qui come sulla sabbia cercate di non dominare la vostra bicicletta ma di accompagnarla dolcemente, movimenti troppo perentori non saranno sicuramente graditi da lei.


GHIAIA: La ghiaia è veramente bastarda, rotola su se stessa e dà la sensazione che manchi il terreno sotto le ruote. E' particolarmente pericolosa nelle transizioni (es: prato --> ghiaia) in quanto l'aderenza cambia di colpo ed in modo radicale, quindi per evitare di grattuggiarvi a terra cercate di guidare in maniera rotonda ed entrare sul tratto ghiaioso a curva quasi terminata anticipando la svolta (come spiegato nell' EPISODIO N° 4).

NEVE & GHIACCIO: Qui bisogna affidarsi al dio del tassello, bisogna frenare sempre e comunque dolcemente per evitare intraversamenti del posteriore o chiusure dell'anteriore ed ovviamente fare curve perfettamente rotonde per evitare di piegare troppo evitando così scivolate irrecuperabili.


In generale quando la situazione del terreno è straordinaria, difficile ed estremamente scivolosa cercate di guidare e frenare dolcemente senza mai imporvi troppo sulla bici ma al contrario assecondarla, dovete avere polso solo nel momento di decidere cosa fare e come farlo senza aver paura di sbagliare perché proprio se avrete paura sbaglierete

A presto

JU

mercoledì 9 gennaio 2013

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°5 - LA DISCESA

Si sa quando si arriva in cima ad una salita si è sempre contenti, anche perché in discesa di solito ci si riposa, nel cross non è così.

Di solito le discese sono corte ripide ed impegnative dal punto di vista mentale e tecnico, quindi di riposare proprio non se ne parla.

Io ho cambiato il mio stile di guida in discesa nell'ultimo anno, osservando i professionisti ho capito che come facevo io andava bene però non era il modo migliore.

Ma partiamo con la "lezione":

Innanzitutto bisogna parlare anche qui di distribuzione dei pesi, quando affrontate una discesa alzatevi dal sellino e distendete le braccia in modo da portare il vostro peso verso il posteriore, questo vi permetterà di controbilanciare la pendenza del terreno e soprattutto di non ribaltarvi oltre a lasciare libera la ruota anteriore  di galleggiare sulle sconnessioni, se invece il peso dovesse essere troppo sull'anteriore si rischierebbe di far impuntare la ruota.
Ricordatevi più la pendenza è accentata e più dovrete portare il peso indietro, anche pendenze e dislivelli estremi possono essere affrontati agevolmente.


Per non soffrire con la schiena ed assorbire al meglio le asperità del tracciato dovrete fare molta attenzione alla posizione delle vostre braccia, quindi in qualsiasi modo andrete ad impugnare il manubrio dovrete tenere il vostro braccio ad L di modo che il complesso spalla-braccio-gomito-avambraccio-polso possano fare da ammortizzatori naturali.

Se al contrario starete rigidi con le braccio troppo tese ogni minima vibrazione sarà trasmessa dalle mani fino alle spalle per poi andare a scaricarsi su collo e schiena ed in pochi giri questi vi faranno male impedendovi di dare tutto il vostro meglio.

Ora veniamo alle due differenti posizioni delle mani:
Premetto che anche questa cosa è molto personale e quindi dovrete provare più e più volte per capire quale si adatta meglio a voi, al vostro stile di guida ed alle vostre sensazioni.

1) MANI SULLE LEVE
Anche io fino allo scorso anno durante le discese tenevo le mani sulle leve dei freni, la posizione permette di avere una visuale più alta (che si traduce in migliore visualizzazione delle traiettorie) ed una posizione della schiena più comoda ma di contro, la presa non è salda e soprattutto in caso di bagnato e forti colpi le mani potrebbero scivolare facendo perdere la presa del manubrio e la frenata non sarà perfettamente modulabile e poco potente.



2) MANI IN PRESA BASSA
E' la tipologia di impugnatura che utilizzo da quest'anno e devo ammettere che all'inizio è stata difficile da digerire, si ha una sensazione strana perché si è più allungati e si ha la percezione di sentire ogni asperità del terreno tra le mani, anche la frenata sarà di gran lunga più potente e decisa quindi all'inizio potrete non trovarvi a vostro agio.
I pregi di impugnare il manubrio in questa posizione comprendono innanzitutto l'abbassamento del baricentro dell'insieme ciclista + bicicletta rendendo il tutto più stabile, lo spostamento del baricentro inoltre vi permetterà di cambiare traiettoria più velocemente e di essere più precisi nell'impostarla.
Non da trascurare è il fatto che le mani non possono scappare in avanti in nessun modo quindi il manubrio sarà molto più saldo tra le vostre mani.
Anche la frenata come già detto sarà più potente e modulabile quindi sarà necessario fare un po' di prove prima di affrontare una bella discesa a tutta.

(grazie Francy per esserti prestato per la foto...però piega un po' di più le braccia :-P)

Buon allenamento

JU

mercoledì 2 gennaio 2013

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°4 - Come affrontare in modo efficace e sicuro le curve

Per prima cosa va detto che ognuno ha la sua tecnica di guida e quindi questa lezione vuole essere soltanto un' infarinatura per poi perfezionarsi nel tempo provando e riprovando a curvare nel miglior modo possibile.

Nel ciclocross oltre alla forza fisica dell'atleta è molto importante il saper guidare in modo sicuro (per evitare cadute che farebbero perdere tempo), efficace (per perdere poca velocità e spendere meno nel rilancio) e velocemente (per superare le curve alla massima velocità).

Ci sono cinque piccole regole da mettere in pratica per fare tutto ciò:

1) GUARDARE DOVE SI VUOLE ANDARE:

Concentratevi su quello che deve ancora arrivare non su quello che sta sotto ai vostri pneumatici, le vostre ruote andranno dove puntate gli occhi, quindi guardate sempre avanti girando anche la testa verso la curva che state per affrontare. Se invece guardate in basso a poca distanza dalla vostra ruota rischiate di non arrivare pronti alla curva.
Anche nelle chicane dovete precedere con il movimento della testa quello delle vostre braccia. Prendiamo ad esempio una curva ad S con la prima a sinistra e la seconda a destra, mentre state curvando a sinistra quando vi trovate a circa metà della curva cominciate a puntare con la testa e con lo sguardo alla curva successiva girando la testa a destra, le vostre braccia automaticamente vi porteranno nel punto che avete guardato.



2) CERCARE SEMPRE L' ADERENZA MIGLIORE:

Spesso con il passare dei giri in gara l'aderenza cambia, cercate di impostare una traiettoria che vi permetta di impostare la curva in modo da avere sempre l'aderenza migliore per tutto l'arco della curva.
Il classico esempio può essere quello di un terreno duro coperto da erba in condizioni umide, cercate di prendere sempre l'erba e non trovarvi al massimo angolo di piega in una zona dura (quindi dove l'erba è schiacciata o mancante) che offre sicuramente un'aderenza minore. Per migliorare l'aderenza si possono sgonfiare gli pneumatici ma attenzione perchè più sono sgonfi e più alta è la probabilità di forare.

3) BILANCIARE IL PESO CORRETTAMENTE

Questa è una delle regole fondamentali, quando siete ancora nella fase di impostazione della curva cercate di caricare maggiormente la parte anteriore della bicicletta di modo da non perdere aderenza con annessa chiusura dello sterzo in fase di frenata, una volta lasciati freni portate il peso indietro di modo da lasciar scorrere liberamente l'anteriore nel punto in cui l'angolo di piega è massimo e poter così spingere con una trazione ottimale in uscita di curva.

4) PEDALARE SEMPRE

Sempre o comunque il più possibile, questo renderà la bicicletta molto più stabile e vi permetterà di recuperare anche gli errori più importanti come scivolate del posteriore o perdite di aderenza dell'anteriore, in pratica dovete pensare di essere un pilota su una macchina da Rally che anziché frenare quando è in difficoltà accelera.
Il continuare a pedalare inoltre vi permetterà di rilanciare partendo da una velocità più alta e di conseguenza spenderete molte meno energie.

5) USCIRE DALLE CURVE FORTE

Come già detto questo serve innanzitutto ad ottenere una velocità di crociera elevata, a staccare i nostri avversari e spendere meno energie.
Ma come si fa? Semplicemente cercando di non fare curve perfettamente simmetriche in quanto la velocità di ingresso e di uscita sarà molto simile.
Bisogna cercare di spostare il punto di corda a fine curva di modo che sarete già dritti per poter spingere al 100%

A parole è difficile da spiegare (e io non sono un granché come professore), spero che con lo schema qui sotto riusciate a chiarirvi meglio le idee



- La linea blu è una curva perfettamente simmetrica secondo me da evitare nella maggioranza dei casi

- La linea rossa è quella che favorisce l'uscita, vi permette di usare i freni più dolcemente delle altre due e mantenere una velocità media di percorrenza più alta rispetto alla blu e più costante rispetto alla nera (leggi meno energie per rilanciare)

- La linea nera invece è la traiettoria che potete usare per sorpassare, vi permette di frenare più forte e in profondità nella curva, anticipa la traiettoria dell'avversario impedendogli di girare per primo ma di contro vi farà trovare quasi fermi in uscita di curva per cui dovrete spingere veramente forte per non farvi sorpassare di nuovo.

Ovviamente nella realtà bastano pochi centimetri di differenza tra una traiettoria e l'altra per sentire gli effetti, qui sono state disegnate in modo da enfatizzare le differenze.

Buone prove

JU 

 

martedì 25 dicembre 2012

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°3 - Come risalire sulla bici in modo veloce ed efficace

Lo JU Team lavora anche a Natale, e proprio per questo vi augura tanti auguri e buone feste.

Ora abbandoniamo i panettoni e le tavole imbandite per tornare sulle nostre amate bici da ciclocross, tornare nel vero senso della parola perché oggi impareremo come si risale al volo sul nostro mezzo dopo aver passato gli ostacoli.

Per cominciare potete allenarvi a compiere il gesto nel modo corretto facendo il procedimento lentamente per togliere quella piccola paura inconscia che non vi permette di risalire al volo.

Versione semplificata per allenamento:

Mettete la mano SINISTRA sulla leva del freno e la destra sulla parte piatta del manubrio (potete tenerle entrambe sulle leve, è molto personale ed il risultato non cambia), a questo punto punto camminando pensate alle vostre gambe come se fossero quelle di un compasso, la SINISTRA è quella che rimane fissa e fa da perno giocando con la caviglia che si estende e vi fa guadagnare centimetri mentre la DESTRA è quella che si muove compiendo n movimento rotatorio che va a scavalcare la sella mentre voi vi sedete sopra.

Il movimento deve essere fluido e la gamba sinistra quando si stacca da terra NON deve più tornarci quindi cercate di evitare doppi saltelli che vi faranno solo rallentare e rischiare una distorsione della caviglia.


Versione velocizzata per gara:

Ripetete la versione semplificata  correndo, quando vi troverete a dover salire sulla bici spingete in avanti il manubrio ad alzate la gamba DESTRA per salire in sella, a questo punto sarete ad una velocità tale che solo con la rotazione vi ritroverete a saltare senza neanche accorgervene, state solo attenti a non saltare troppo, meno spazio c'è tra voi e la sella e più sarete veloci nel gesto senza prendere troppi sobbalzi che la vostra schiena potrebbe non gradire molto.

Buon allenamento e mi raccomando provate e riprovate, solo così si possono ottenere degli ottimi risultati.






Qui sotto trovate un bel video che riassume le due tecniche per scendere dalla bicicletta e come risalire nel modo più veloce possibile.
A mercoledì prossimo

JU




mercoledì 19 dicembre 2012

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°2b - Come scendere dalla bici e caricare la bici in spalla

Bentornati ragazzi e ragazze, oggi spiegherò la seconda tecnica per scendere come dei fulmini dalla bicicletta e sorpassare gli ostacoli con facilità, inoltre cercherò di trasmettervi il modo migliore per caricare la bici in spalla ed affrontare i tratti più duri correndo a piedi.

Vi ricordate la regola dei tre punti? Se la risposta è un NO andate a rileggere quanto scritto la scorsa settimana cliccando QUI

Siete in prossimità di una barriera, avete fatto oscillare la gamba sopra la sella e ora avete i tre punti di contatto (mano sx sul manubrio, mano dx sul tubo orizzontale e piede sx agganciato al pedale o tutto viceversa se scendete dalla parte opposta) con la vostra bicicletta, a questo punto potete o scendere come nella scorsa puntata oppure, come detto dai più esperti, se vi fidate ciecamente dei vostri pedali potete far passare il piede DESTRO tra il piede sinistro ed il tubo verticale del telaio, affondare il passo ed intanto ruotate il piede sinistro per sganciare. Quando il piede destro toccherà terra sarete già pronti per saltare l'ostacolo. Questa tecnica necessita di molta esperienza ed a mio personalissimo avviso il guadagno in termini di velocità e fluidità (se fatta bene da dei benefici) non è così evidente. La cosa però è molto personale, vi consiglio di provare e riprovare entrambe le tecniche e scegliere quella a voi più affine.






Essendo un corridore di statura bassa uso questa tecnica quando devo caricare la bici a spalla ad esempio per affrontare una scalinata.

Come si carica la bici a spalla???

In pratica potete fare una variazione alla regola dei tre punti spostando la mano DESTRA sul tubo obliquo anziché su quello orizzontale, facendo passare il piede dx tra gamba e telaio vi troverete già proiettati in avanti, quando mettete il piede dx a terra cominciate ad alzare la bicicletta (sempre tenendola per il tubo obliquo), contemporaneamente con la mano SINISTRA spingete leggermente il manubrio verso il basso di modo che il gomito del braccio DESTRO possa entrare agevolmente all'interno del triangolo del telaio. A questo punto appoggiate la bici sulla spalla, fate passare il braccio destro sotto al tubo obliquo ed andate ad afferrare la piega del manubrio sulla parte bassa a SINISTRA, stringete il gomito al corpo di modo che la bicicletta non vada a sbattere contro il corpo.
Superato l'ostacolo afferrate il tubo obliquo con la mano DX, la piega con la mano SX e scaricate il mezzo a terra, ora siete pronti per saltarci sopra e ripartire...

COME SI FA A SALTARCI SOPRA VELOCEMENTE??? lo scopriremo mercoledì prossimo...

JU











Qui vedete la posizione della mano destra che vi permette di tenere la bicicletta ben aderente al corpo


Per chi sostiene che sia sbagliatissimo portare la bici in questo modo lo vada a dire a questi signori qui sotto





mercoledì 12 dicembre 2012

CICLOCROSS - MANUALE DI TECNICA ep n°2a - Come scendere dalla bici e saltare gli ostacoli


Bentornati lettori della rubrica “LA TECNICA NEL CICLOCROSS” innanzitutto vorrei fare una precisazione, tutto quello che viene spiegato è basato sulla mia esperienza e sull analisi di quello che fanno i big di questo sport quindi non prendetelo come la Bibbia ma bensì come spunto per imparare e migliorarsi di volta in volta.

Ora si comincia a fare sul serio, oggi spiegherò come scendere velocemente dalla bicicletta nell imminenza di un ostacolo e come sorpassare questo in sicurezza e spendendo la minor quantità di energie.

La lezione sarà divisa in due mini puntate in quanto personalmente utilizzo due tecniche differenti per saltare l’ostacolo alzando semplicemente la bicicletta oppure superare l’ostacolo con la bici a spalla e continuare a correre, c’è una terza opzione, si può saltare gli ostacoli direttamente con la bicicletta utilizzando la tecnica del bunny-hop, ma questo lo vedremo più avanti.

Cominciamo con il scendere dalla bici e sorpassare le barriere solamente sollevando il nostro mezzo. C’è una piccola ma fondamentale regola che è quella dei tre punti, tenetela bene a mente perché vi permetterà di velocizzare molto il superamento degli ostacoli.

In prossimità di una barriera, sganciate il piede destro e oscillate sopra la sella portando il piede destro dietro al sinistro che è ancora agganciato a questo punto spostate la mano destra dal manubrio al tubo orizzontale. Questi sono i tre punti di contatto: la mano sinistra sul manubrio, la destra su tubo orizzontale ed il piede sinistro sul pedale, per dare ancora più stabilità alla manovra mentre spostate la mano destra verso il tubo orizzontale potete appoggiare la sella sulla vostra anca destra mantenendo quindi tre punti di contatto (mano SX anca DX e piede SX).
Ora siete pronti a sganciare il pedale e scendere dalla bicicletta per saltare l’ostacolo,

Per sganciare il pedale fate oscillare il piede destro verso l'esterno (a sinistra) del piede sinistro, questo renderà più facile lo sgancio, la maggior parte del vostro peso dovrà essere mantenuto sul braccio destro. Il primo piede a toccare il terreno sarà il destro, fate un altro passo con il sinistro e saltate, ormai l’ostacolo è alle vostre spalle…

Come si salta correttamente?

Innanzitutto bisogna dire che più si va veloci e più è importante tenere la bicicletta lontana dal corpo per evitare impatti indesiderati soprattutto contro i pedali che vi assicuro fanno male.

Chiamiamo in causa la tecnica della valigia:

In questo momento avrete le mano SX sul manubrio e la DX sul tubo orizzontale, sollevate verso l’alto mantenendo le ruote il più possibile parallele al terreno, sono da evitare sollevamenti troppo alti perché richiedono un dispendio di energia non indifferente, bastano pochi centimetri per passare l’ostacolo.
Particolare attenzione va data alla posizione della sella durante il salto, quando si sollevala bicicletta si dovrebbe mantenere la sella esterna al gomito, non all'interno (questo è particolarmente importante per corridori piccoli di statura). Se la sella della bicicletta è fuori dal gomito in caso di contatto accidentale la bici e una barriera causerà solo l’ innalzamento della bicicletta verso l'alto, se la sella invece è all'interno del gomito lo stesso tipo di contatto provocherà un contatto violento della bici contro il braccio o contro il vostro corpo. Questo in teoria, in pratica dipende molto da ogni persona come si trova bene, personalmente quando gli ostacoli non sono molto alti mantengo la sella all’interno del gomito consapevole del rischio ma consapevole del fatto che la manovra mi costa un filo meno di fatica e di velocità.

A presto con la seconda tecnica per scendere dalla bici e superare gli ostacoli, mi raccomando allenatevi perché il provare ed il riprovare è noioso ma da i suoi frutti in breve tempo.

Qui sotto trovate tutta la spiegazione per immagini scattate dall'amico Jack di PIMSLE

JU



qui sotto vedete i 3 punti d'appoggio evidenziati